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Full text of "Ragionamento all'eccellentissimo senatore il N. U. Francesco Sagredo : per la protezione che assume del consorzio degli originari di calcinito"

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Zamboni 



T?a^on amento a.1 l 
senatore Francesco 



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iluN0f.s: : 




RAGIONAMENTO 

ALL' ECCELLENTISSIMO 
SENATORE 

IL N. U. 

FRANCESCO 

SAGREDO 

PER LA PROTEZIONE 

CHE ASSUME 

BEL CONSORZIO DEGLI ORIGINAR] 

DI CALCINATO* 




IN BRESCIA, MDCCLXXV. 
Appreflb Francesco Ragnoli 

COM LICEÙZJI DB' SUPERIORI. 



Pi libi dent arirros : a te nani Cheterà fumes ^ 
Sint modo virtuti tempora longa yita? ,, 

Qitoà precor eveniét . Sunt quiddam oracula^vatum t 
Nam Deus optanti profpera Signa dedit . 

Ovid, ex Pont. 




ECCELLENZA. 




Uggetto ne più onorevole certo , ne 
più defiderabile } SENATOR 
Preftantiflimo , di cui in addietro 
mi cadette di ragionare , non ebbi io giammai di que» 
fto , che offremi cotefto'rifpettabile Conforzio degli 
antichi Originar; del Comun dì Calcinato , obli- 
gandomi a celebrare le voftre virtù nell'atto , che vi 
■'■■'* 2- de- 



degna e favorevolmente onorarlo della voftra Protezio- 
ne . Grande , a ben riflettere , egli è 1' incarico a cui- 
io fon corretto di accingermi ; pure tra gli applaufi P - 
e V universale godimento tale non fembrami , che me- 
co medefimo rallegrar non mi debba , e chiamarmi 
ancora fortunatiffimo . Veggo , che favellando di Voi' 
non potrò con verità , fé non dir cofe grandi : Veg- 
go , che nel ridire le voltre lodi , verrò a pormi fra 
lo fplendore di voftre glorie ; e veggo in fine , che fé 
raggiugner non potrò il merito delle voftre azioni s 
avrò almeno la forte felice di predarvi una prova au- 
tentica di mia oflequiofa fervitù . Chi però non vede 9 < 
come a sì lieti obbietti , anzi che nell' arduo di tanta 
ìmprefa abbatterli , rincorar non fi debba il mio fpi- 
rito , e fatto di fé maggiore 1* animo ricolmare di- 
giubilo ? Tanto più , «ke non fiete già Voi o di [pi- 
rito d debole o di sì picciol cuore , a cui le lodi e 
gli encomi arrecar poffono alcun turbamento. Ciò fo- 
lo addiviene in coloro , che o più oltre mirar non 
volendo , o non veggendo più oltre a que' fatti , che 
efii oprano , termini non fuoi preferivono alla virtù , 
e con poco già credonfì colà pervenuti , ove condur 
puote la perfezion maggiore dell' Eroifmo . Voi , 
SENATOR NobilifTimo , Voi le opre voftre, non 
meno che le altrui quafi da eminente luogo rimirate 3 

e con 



-mi v m~ 

£ con giufto difernimento ne fcoprite la verità : Voi % 
che jfempre ì palli voftri reggete fulle vie dell' equi 
tà , e della giuftizia r< e ad ogni azion particolare fa- 
pete toftò un' altra di maggior rilievo chiamarne al 
confronto : Voi così 1' animo voftro armafte di invio- 
labile fermezza , che non fi turba ne fi fcompone per 
quanto di gradevole , e di voftro rapprefentar poffa 
lingua mortale . Infatti per poco che fi rifletta alle 
prove a cui vi volle quella gloria , che fcmpre vi 
sfavilla intorno ; forza è 1* ammirare una condotta ne* 
voftri affetti d' ogni più faggia rettitudine . Pregio 
egli è quefló , che , ficcome vi diftingue fra gli uo- 
mini con un carattere di Angolare virtù , ne afficurà 
del pari , che accoglier vorrete quefto tributo di offe- 
quio qual chiaro fegno di noftra gratitudine, e ne go- 
drete qual teftimonio più , che di voftro efaltamen- 
to del commun noftro bene , e vantaggio . 

Per certo naturale iftinto , niuno y' è , chi gelofó 
altamente non fia del proprio onore , troppo ha del 
lufinghévole la gloria del mondo per approffitarfi fal- 
la debolezza del noftro fpirito . Verità ella è quefta 
incontraftabile : verità per cui fpeflb addiviene , che 
non pochi invanendo rapiti a fó medefimi , oftentar 
veggonfi a difprezzo altrui quafì decoro , ciò , che è 
vero fatto , ed alterigia . Ma verità , che ad un tem- 
* ì pò 



-«S( vi )tf^ 

po ci da a conofcere una fermezza ne' voftri affetti la 
più generofa . Perciocché o noi considerar vi vogliamo 
Siccome parte di cotefta Repubblica , o come ramo 
di una famiglia nobiliffoma , o in voi Retto , e nelle 
voftre azioni fempre al guardo ei fi prefentano obbiet- 
ti , che oltremodo inalzandovi nella eftimazion degli 
uomini , affai avrebbero di allettativo ad elludere le 
pia rette affezioni d' ogni cuore . 

E di verità ? qual gloria non fìa per voi , che il 
vantaggio averte di effer parte componente una Re- 
pubblica , che ha fuperata ogni fama antica collo 
fplendor del fuo nome ì Non penfo io già di denigra- 
re con ciò , o toglier punto a quanto di Cartagine , 
di Sparta , di Atene , di Roma ridirmi poffono Afri- 
cani , Greci , e Latini . So che valsero affai per copia 
di ricchezze , per grandezza di fapere , per vera pof- 
fanza . N'abbiano pur dunque pari al merito laude , 
e onor immortale . Io dico folo , che nulla avvi for- 
fè fra le memorie antiche di grande di maravigliofo 
di Sorprendente , che tutto non abbia in fé con più 
decoro raccolto la Veneta Augufta Repubblica . E 
dove a vero dire troveraifi un governo regolato con 
tanta faggezza di configlio? Dove profondità di faen- 
ze così fublimi , multiplicate di ftudj così ingegnofi , 
e maeftria d' arti 3 e fontuofità di edifìzj , e varietà 

di 



di fpettacoli ? Chi in efla non vede uno flato per 
militar ricchezza forte del pari e poffente , ma tran, 
quillo infieme e pacifico confervator di lue fortune ? 
Chi non vede un' ordine imperturbabile di prudentifft- 
mi Magiflrati folleciti affaticarli a follevare dalle op- 
preffioni i fudditi a condannare i ribelli a mantenere 
con equità il vigor delle leggi ? Chi non vede una li- 
bertà fempre vergine , una fovranità non mai doma > 
una religione la più incorrotta ? Vanterà Cartagine * 
vanterà virtù d' armi , fortezza di naviglj , coraggio 
di Capitani , copia immenfa di Soldati , che fparfì di 
inimico fangue glorioii fi videro di molte vittorie in 
terra , e in mare riportate . Ma non domò forfè Vi- 
negia con fue navi il minacciofo orgoglio dell' onde 
più fconofciute? Non affrontò fenza tema le più atro- 
ci procelle ; e col ferro alla mano , e col fuoco non 
porto fin anche ai più rimoti confini della terra il 
terrore , e lo fpavento ? Non giunfe a vederli obbe- 
dienti , ed ofTequiofe Provincie intere , e vaftiflimi 
Regni ? Neil' Italia noftra fin' oltre l'alpi , e l'Ap- 
pennino non ingrandi con valor fommo la pofTanza del 
fuo impero ? Vanteranno Sparta , e Atene que* faggi 
figli , che ad onta dell' invidiofo oblio con mille iflo- 
rie , fi chiare le refero , e fìngolari : vanteranno , che 
per quefti in effe nacquero le più dotte arti fi care 

un 



■*&&( Vili )%&* 

im tempo a Pallade ; che vi crebbero a fi alto grido; 
onde aceefi di virtuofe brame uomini accorfévarivi d'o- 
gni nazione , gloriàndofi di divenir fudditi per efter 
<difcepóli di sì gran maeftre . Io chiederò nulla meno , 
dov' è di prefente il fior degli Storici , de' Retori de' 
Filofofi ? Non è forfè ih Vincaia con fommo onor 
compendiato ? Ah ! foflemi pur lecito di nominare 
quanti de* Figli fuoi ebbero , ed han tutt' ora gran 
nome fu quefta terra , che , fé non invidia ? certo nell' 
#ltre Città detterei ammirazion fomma , e ftupore . Ma 
a tacere di emetti ? chi può entrare ne' fuoi Licei } nel 
fuo Foro , nel fuo Augufto Senato ; chi udir puote 
il ragionar di que' Padri graviffimi , e di que' gran 
Sagg'r con tanta proprietà di termini , e forza di ftile 
la più efpreflìva , vivacità di figure robuftezza di ra- 
gioni , e confettar non t debba quivi ritrovarfi quafi in 
proprio ricetto raccolto quànt' ebbe mai di erudizione , 
d' arte , di fapere la latina del pari che la greca elo- 
quenza . Si vanti infine fuperba di fé medefimà Ro- 
ma fi vanti j che riconofeiute vennero per ogni dove le 
fu è aquile , venerate le fue leggi ? rifpettata la fua 
grandezza unica Reina nel mondo de' fuoi Anteceflbri . 
Ma che } . . . Di roffore afperfa e di confusione ci ad- 
diterà al tempo medefimo le dittenzioni de' cittadini le 
guerre , gli jncendj , le foverfioni de' Magiftrati , la 

Reli- 



Religione fuperftiziofa , là libertà vacillante , la fo- 
vranità fatta fchiava . Chi fìa pertanto , che alla men- 
te richiami cotefte immagini , ed ifplender non vegga 
in Vinegia fola ciò che un tempo celebri refe nel 
mondo Repubbliche sì poflenti ? Anzi a dir più vero 
chi fìa che non vegga , vincere effa , ed òfcurarne la 
fama colla grandezza di fue glorie . Grandeggiò puf 
fempre ferma , e inèfpugnabile in mezzo a quelle ac- 
que , che ebbero per natura il cambiamento , e l' iri- 
flabilità ? Quando fa che non ritornarle da fanguinofé 
imprefe gloriofamente adorna per ricche fpoglie d'op- 
j>reiTi nemici, e di Città foggiògate e vinte? Yeggonfi 
in effa inalzati fuperbi trofei , monumenti illuftri a 
perpetuare la memoria de' fuoi trionfi . E vedefi puf 
anche a fregio di fua maefìà a decoro di Tua gran- 
dezza non folo compiute colla mano degli ingegnofi 
fuoi Figli le più fublimi idee , ma tra quefte frappo- 
ni ancora infìgni lavori di Cartagine , di Roma , di 
Corinto . Ed ecco onde la maraviglia divenne , e il 
defiderio delle genti tutte . Ecco perchè in ogni parte 
inonda di un popolo il più colto d' ogni nazione , a 
fconforto di tanti , che bramofì di vagheggiarla privi 
veggonfi di potere , o di libertà . Ecco S E N A T O R 
Nobiliflìmo un obbietto di tal gloria, che effendo por- 
zion raguardevole di cotefla Repubblica diffimular non 

potè- 



potete , che non fia ancor Voftra . Che , fé della mag- 
giore , o minor fua grandezza rendonfi al cuor dell* 
nomo più o men forti le Aie lufìnghe , come decider 
dovrafìi di quella rettitudine 3 cui in mezzo a tanti 
flimoli di orgogliosa fuperbia , nulla meno ferbate ne* 
voflri affetti , e ne' tratti voftri affabilità amorofa , e' 
fomma degnazione ? 

Argomenti fono quefti , non va dubbio 3 di noni 
volgar voftra lode ; pure folo da quelli decider non 
dobbiamo della fermezza del voflro cuore . Nuove 
prove , e nuovi obbietti vi fi prefentano nella lunga 
ferie degl' illuftri voflri Progenitori . Ne certo hann" 
efli men di fplendore ; comechè nell' opinione di alcu- 
ni ingannati fpiriti poco , o nulla (limar debbafì la 
nobiltà de 8 natali , per ciò che fono efleriori accidenti 
del cafo , e della fortuna. Dio immortale ! Come il 
cafo , e la fortuna toglier potrà , che ad onore del 
figlio non tornino , le glorie del Padre £ Sono pure 
eflrinfeche ed accidentali le Eredità, che fuccedano di 
poderi , di Signorie f di ricchezze , e d' altri fomiglie- 
voli beni ? per quelle fono elleno forfè di minore fli- 
ma ? Accidenti dir debbonfì quanti mai fono i doni 
di natura , che ciafcun gode ; pure riefcon quinci forfè 
di pregio minore ? Oltre a ciò aggiungefi allo fplen- 
dor de' natali , che d'effo è un retaggio a differenza 

degli 



■■#& xi ym% 

degli altri beni fuperiori alle vicende della fortuna , e 
del tempo . Le ricchezze i patrimoni , gli agi , i Domi- 
ni, e così la robustezza ? e l'avvenenza, la leggiadria col 
volger/! degli anni , e col fuccederfi de' tempi fi altera- 
no , fi diminuifcono , fi sfiorano finché del tutto man- 
cano in fé medefimi , e nella memoria fvanifcono degli 
uomini . Quefto f \ non fondato fui la inftabilità degli 
elementi , o comporto di corrutibil materia vivrà tra 
le fciagure , e le vicende delle ftagioni , e nelle rivo- 
luzioni de' fecoli vivrà mai fempre immortale. Sì vi- 
vrà e fia per voi di eterno onore > come farallo al 
nome SAGREDO la lieta rimembranza dei voftri 
grand' Avi , E non ebbe in eflì Vinegia uno fìuolo 
di figlj , che fegnalandofi in terra , e in mare col con- 
figlio , e coli' arme 3 colla fantità colla dottrina fre- 
giarono V Augufta Dominante di nuova gloria , e 1' a- 
mor divenne de' Sudditi , e il terror de* Nemici . Deh 
ofTervate con qua! coraggio , e militar valore fulle 
fpiaggie della Canèa refpingono (a) altri le forze 
dell' Ottomana Superbia : altri alTalgono interi eferciti 
fui fcolTefi dirupi dell' Alpi Giuglie : efpugnan altri 
colmando di confufione il forte di Lignano : altri nel- 
la Puglia i confini avanzano a sì grandiofo Impero : 
ed (b) altri infine dopo prove le più. efimie di gene- 
rosa virtù verfano per amor della Patria , e fangue , 

e vita. 



e vita. Chi fi vuole (O al fofiegno delle più riguar? 
devoli Magiftrature : Chi alle primarie Corti di Eu? 
ropa (d) fi fpedifee pel maneggio di affari i più fca? 
brofi : Chi (e) fi invia alle più folenni Ambafcierie. 
Quefti è ZACCARIA S AGREDO (/) che per 
ifpeciale impegno follecito veglia alle provifion de* 
Soldati per la Guerra di Mantova . Quegli è AGO, 
STINO SAGREDO (g) che ai procellofi nembi 
s' affida , e alle tempefte fregiato di fovrana autorità 
qual fi conviene a General Capitano . Ecco un L O? 
RENZO (b) colla fpada alla mano guardar gelofo 
ja Marca , e la Romagna . Ecco BERNARDO 
(«) pronto imprendere il governo di Ravenna . Ecco 
GIAN-FRANCESCO (ì) ne' tempi i più ca- 
lamitofi reggere la Città di Cervia . Ecco .... Ma 
che più .... La Repubblica iftefia forprefa per tan- 
ti fervi gj a lei preftati dalla Famiglia SAGREDO 
fino a fette {m) nel fuccederfi de* tempi forniti voile 
dell' alta dignità di Procuratori . Onore , che nella 
voftra Cafa , SENATORE Eccellenti/fimo , inco- 
minciò a rifplendere nel feeolo terzo decimo , e vale 
a dire quando a foli due per grazia fomma fi conce* 
deva . Onore per cui indi a non molto vedette N I C« 
COLO' ( n ) falire al trono de' fuoi Principi con 
wniverfale compiacimento . Ne_ folo profetar devefi affai 

debi* 



-*»8{ xiii )s«- " 

debitrice Vinegia ai voliti Maggiori ; ma tutta an- 
cora la letteraria Società , che mercè di lor Protezio- 
ne , e accrefciuti vide i più bei fludj , e pel loro col- 
tivamento di molto illuftrati. Tanto ci dimofìrano (o ) 
le memorie iftoriche de' Monarchi Ottomani a noi da 
GIOVANNI lafciate : tanto ci aflìcurano le cin- 
que lettere (p) di NICCOLO' ; e tanto apparifce 
e dagl* Elogj di Maria } dai difcorfi quarefimali , dal- 
le O-milie alle Solennità eli tutto l'anno (q) di quel 
GERARDO, che fornito in terra di Vefcovil 
Dignità , ora con palma di Martire veneriamo in 
Cielo . Tra quefti però ometter non debbonfi ne un 
LUIGI , (r) che per (ingoiare Dottrina t e pietà 
nella Patria Tua elevato venne al fupremo onor de* 
Patriarchi; ne un Gì AN - FR A NCESC O (/) 
il quale o fortiffe di avere nelle Matematiche ed Af- 
tronomiche facoltà a direttore , e Maeftro il sì] cele- 
bre Gallileo Gallilei , o ve lo flrigneiTe quella affe- 
zione , che nelle dotte perfone nafeer fuole dall' ugua- 
glianza degl' ingegni , e de' (ludi ; certo fi è , che 
fé in lui ritrovò il Gallilei un valentiffimo difrenfore* 
ritrovò non men GIAN-FRANCESCO nel Gal- 
lilei , che raggiunger feppe il fuo merito. Se invidio- 
fa morte a Voi quegli rapì fui più bel fior degli anni; 
pensò quefti a perpetuarne la memoria . Dopo però 
* d'a- 



d'averlo dichiarato nella prefazion fua acutijjimo dì in- 
gegno ; a interlocutor lo volle ne' fuoi dialoghi , ac- 
ciocché , come egli afferma , il mondo avelie un pub- 
Mìco monumento del fuo non mai evinto amore ver/o l'a- 
nima grande di lui al fuo cuor fempre venerabile . Bert 
degno elogio , e peroni venne encomiato , e per chi 
fu l'encomiatore ; Onde tanto di pregio GIAN- 
FRANCESCO acquifta , quanto di fama ottenne il 
Gallilei . Che glorie non fono queffe per Voi S E N A- 
TOR Nobiliffimo? Finché vivranno e l'Augusta Re- 
pubblica Voflra , e quella delle dotte perfone , che pur 
vivranno immortali , certo ceffar giammai non po- 
tranno di applaudire all' inclito nome de' voflri grand* 
Avi . Effe nelle età a noi più rimote e lontane tutte 
ridir fapranno ai figli loro l'eroiche imprefe , e l'o- 
pre memorande » Quindi ad avvivarli ad ogni geaere di 
virtù loro additeranno Clamidi , e Fafci , Baffoni di 
Comando, Paftorali, Mitre, Scetri, e Corone dovu- 
ti onori al valor magnanimo di si fàmofi Eroi . Se 
-però non mai addiviene , che pupille deboli acceccate 
non reftino , ove abbiavi immenfa copia di luce , Voi 
folo regger potrete coftante ne' voftri affetti allo fplen- 
dore di tanta gloria . 

Vero è , che a formar*! una si giufta idea , cui 
meglio comprender fi poffa la fermezza del voftro 



*ffl( XV ■)■&& 

cuore , vagheggiar non dobbiamo quella gloria , che 
con luce foltanto rifleffa vi illuitra mirabilmente , e 
vi efalta . Egli è duopo il confiderarla nella fua pie- 
nezza , e nella fua foftanza ; vò dire quella luce , 
che in Voi fteffo fi forma , e in maefcofa comparfa 
per le voltre azioni a noi fi manifefta . Qui è dove 
così d' ella s' ammanta di candor viviilìmo , che nuo- 
vo pregio acquifta fu d' ogn' altra gloria ; ficcome 
full' orme de' Padri voftri , Voi oltre vi avanzale nel 
cammino della virtù . E qual luogo avvi mai > che 
dì preferite ancora non rifuoni del yofiro nome 
Ne* Magiflrati 9 ne' Tribunali , ncll* Augufto Sena- 
to -: or fi rammenta 1* integrità della vofira giuftizia , 
ora la maturità de' voftri configlj , ora l'equità delle 
voftre maflìme. Dove fi ammira una prudenza la più 
circofpetta ; dove una condotta la più ragionevole ; 
dove una direzion la più faggia . Qui fi applaude alla 
prontezza del yoitro fpirito , alla elevazione della 
voflra mente , alla grandezza del yoftro fapcre . Qui 
fi vede , che la Santità della Religione , la gloria 
della Repubblica , V onor della Patria furono epe* 
primarj e quafi dirci unici obbietti , che tutti a fé 
chiamarono i voftri penfieri , le voftre brame i voftri 
affetti : Che quefta fu quella legge , che fin da più 
frefehi anni inviolabile volefte al vofiro oprare . In 
* 2 fatti 



fatti io ne chiamo in teflimonio que' riguardevoli Pa- 
dri 3 ammiratori i più attenti delle voflre azioni . Che 
non riconobbero effi in Voi , che da tutti non rifcuo- 
teffe ad un tempo lode e meraviglia . In teflimonio 
io ne chiamo ogni ordin di perfbne , Vinegia ifleffa , 
e dir mi dovranno che tale intreccio apparve in Voi 
di pietà , di grandezza , di grazie di maeftà , d' amor 
di decoro , che loro gli fguardi del pari ne rapifle % 
e il cuore. In tefrimonio io ne chiamo .... Sebbene, 
che cerco io mai ? Perche a Voi fi ferbano i pofli 
più onorevoli , a Voi fi concedono le dignità più cofpi- 
cue , a Voi fi affidano i più gelofi affari dell'ardue 
Magiftrature ? Coteita Repubblica y* averebbe ella 
forfè tra tanti così diftinto , fé anche folo adombrata 
fi foffe , che al fuo fervigio mover vi poteffe o vana 
oflentazion di onore , o altra men retta paffione ? 
Ah ! che d' effa e tutta attenzione pei figlj fuoi , e al 
tempo medefimo , che fa di effer madre > fa ancora 
di effer giufla. Abborre il vizio , deflingue il meri- 
to , premia la virtù . Quella virtù però , che in ere- 
di tà vi lafciarono i voflri AntecefTori , che in Voi 
fteffo con più decoro abbellire , che a faggia diretrice 
volerle nelle voflre azioni , d' effa è , che oltre mo- 
do vi efalta e vi onora . Ora 1* unire a tanta altezza 
di gloria , condifecndenza la più amorofa , affabilità 



la più trattabile , dcgnazion la più umile vederfì tra 
obbietti coli luminolì , a foffocarne gli flimoli , e tut- 
ti reprimerne i movimenti : V effere grande , e non ri- 
conofcer la fua grandezza , che per altrui giovamento ; 
chi mi negherà non elfer quello effetto di una condot- 
ta veracemente virtuofa , di una rettitudine di affetti la 
più amirabile ? Quello è ciò , SENATORE Am- 
pliffimo , fiami pur lecito il dirlo a immortai volìra 
lode , quello è ciò , che in (ingoiar guifa vi rende 
ammirabile ; poiché fuperiore vi rende ad ogni voflra 
gloria . E chi ebbe a Voi ricorfo , che tofto non sì 
vedefle ancora afcoltato ; chi opprelfo che foflenuto 
non folfe , chi afflitto , che prelfo Coi non ritrovarle 
conforto ? Egli è ben quello un occultare a voi fìef- 
(o quanto rapir vi potrebbe a voi medefìmo ; egli è 
quello un difenderli dalla vanità , per non fentirne 
giammai gli allettamenti . Vi efaltino altri , perchè 
tra gli fplendori fortifle una gloria fenza pari ; perchè 
d'aliai l'accrebbero con eroiche gefta i voflri Antecef- 
fori : perchè voi oltre -modo la abbellifte colla magni- 
ficenza di voflre azioni \ noi non reftaremo giammai 
di celebrarvi per quella rettitudine , cui piuche mai 
vi rendefle gloriofo; perciocché negli affetti voftri folle 
fempre mai fuperiore ad ogni gloria . E come celfar po- 
tremo fé a tanto oltre ogni titolo un vero debito ne* 
* a aftrin- 



~68(Xvni )g»- 

aftringe di doverofa gratitudine ? E non è per que- 
fta , che di prefente felici all' ombra fi veggi amo di 
voftra Protezione ? Per quefta non è , che oltre ogni 
lìoftro merito accogliervi degnafte le nofire Suppliche, 
e efaltarne a tanto onore ? Nò non cederemo giam- 
mai . Voi deh ! Tempre riguardate cotefto rifpettabile 
Conforzio con quell' amorofo affetto per cui ravifam« 
mo in Voi una fomma degnazione . Qui avrete un Po- 
polo ragionevole Tempre e docile alle voci de' fuoi reg- 
gitori : un Popolo che fi gloria di venerare le leggi 
di cotefta Sereni ffima Repubblica s un Popolo che al- 
lontanando i tumulti e le fazioni , nella fua pace fa 
che nel primiero vigore fi mantengano gli ordini dell* 
adorato fuo Principe , con cui fi regge felicemente, e 
fi governa : Popolo finalmente , che pieno di riveren- 
za , e di offequio fi conforta, di ritrovare nell' amo- 
revole voftra condifeendenza il più forte appoggio , eà 
affiftenza . 



^ ^ 



^>i»0, K 




C A- 



-m( xix )m- 
CATALOGO 

DEGLI AUTOR 

ONDE SI SONO TRATTE LE NOTIZIE 
DELLA CASA SAGRHDO. 



T>° 



a ^ X *\P'& Bernardi furono delia Famiglia Sagredo , i quali tutti fi 
' diftinfero per valor militare . Veggafi il Sanfovino nel lib, 
XIII. della fua Venezia deferiva . Il Nani Tom. primo lib- 
ili . , Marco Trevifàno nelle Pompe funebri a cart. 40 . Paolo Pamta 
nel lib. XI. della fua Iftoria Veneta deferive la Guerra foftenuta da un 
Bernardo nei monti del Friuli . Dello fteffo ne parla il Morofini Tom. 
primo lib. VI. nel Hifli Veneti II Doglioni lib. XIII. l'anno 1527. deferive 
la Guerra di Puglia maneggiata valorofamente da un Bernardo Sagredo . 

(b) Luigi , Paolo , e un Bernardo morirono in azioni Militari . Ber- 
nardo fu uccifo da una Cannonata l'anno 1646. a' Molini di Gladiflì po- 
co lungi della Canea . Vedi il Nani Tom; primo lib. III. , e Marco Tre- 
vi i ano nelle Pompe funeb. cart. 40 . Luigi (òtto Canniva combattendo . 
Cosi Michel Fofcarini lib. VII. della fua Iftoria . Paolo in Mare . Vedi 
il Nani Tom. primo lib. III. 

(e) Pietro Sagredo così fi diftinfe nelle Magiftrature,che fopra la lapi- 
de Sepolcrale nella Chiefa della SS. Trinità fi legge ^ Cofpicuo Magiftra- 
tibus Pr^eturis probatìjfime perfuncio . Di lui. parla Andrea Morofini Tom. 
primo lib. III. Hift. Venet. 

( d ) Luigi andò Ambafciatore ftraòrdinarìo a Torino . Vedi il Nani 
Tom. IL lib. IX. Hi ft. Venet. L' anno poi 1664. pafsò in Francia . Leg- 
gafi la Guerra di Candia di Andrea Valerio lib. VI. 

(e) Giovanni ebbe l'Ambafcieria di Inghilterra l'anno 1657., e l'anno 
1661. paffò a Vienna . Così il Nani Tom. II. lib. VII. IX. A quella vi 
fu prima Niccolò, cioè l'anno 1651. ,corae fi ha dal Valerio ; e l'anno 
165$, pafsò Ambafciator Straordinario a Roma . 

Zac 



(f) Zaccaria nell'anno 1630. fu Provvedi cor Generale per la Guerra 
di Mantova, Sanfovino lib. XIII. 

( g ) Agoftino fu eletto Provveditor Generale di Mare , con autorità 
di Generale . Leggali la Ducale di Giovanni Cornaro allora Doge data 
ai 14. Gennaro 1710. 

(h) Di Lorenzo leggafi il Doglioni lib. II. dell' Iftoria Veneziana. . 

( i ) Di Bernardo parla parimenti il Doglioni lib. XIII. Cit. Ift. 

( 1 ) Le fazioni Guelfa , e Gibellina da Cervia fcacciarano il prefidio 
Papale , e allora col confenfo del Nunzio Pontificio vi entrò Rettore 
Gian-Francefco . Vedi il Morofmi Tom. primo lib. III. ffift. Venet. 

(ni) I fette Procuratori furono Bernardo l'anno 1596. Niccolò affai. 
Pietro 1637. Niccolò 1655. Giovanni 1676, Niccolò 169%. e Gerardo 171 8. 

(n) Nella dignità di Doge Niccolò fuecedette a Domenico Contarini 
l'anno 1674. , e morì l'anno 1675, Vedi il Fofcarini lib. IL a carf. 83. 

(o) Le memorie Iftoriche fono {lampare per il Combj , e la nova in 
Venezia 1634. in 4. 

(p) Le lettere le raccolfe e publicò il Bulifon a cart. nj. di quello 
Niccolò parla il Cornaro decad. XL P. II. cart, 12. g e decad. XIII. P. 
I. cart. 1 66. 

(q) Le opere del B. Gerardo Martire dell' Ungheria atterra il Sanft> 
vino lib. XIII. , che efiftevano predò Niccolò Sagredo figlio di Bernardo . 
- (r) Di Luigi già Patriarca di Venezia- ledati V Italia Sacre del UgheK 
li alla Col. 1327. del Tom, V. 

(f) La virtù di Gian-Francefco ahbaftanza la dichiara il cit, Gallìleo 
Gallilei nella prefazione ai fuoi dialoghi edizione di Firenze, prette Gig; 
Battffta Landini j^ s , in 4. 




SO- 



•*«(■ xxi }gw- 



SONETTO. 



J^ ON fu Superbo ardir , Signore ] il noflro ; 
Se il comun voto in Protettor v' elefle , 
La Fama appien , che voftre Iodi intere , 
Ci pinfe il voftro meno , e il grado voflro ; 

Ma in mezzo al folgorar dell' oro J ed oflro ^ 
Che vi circonda . Il tratto umano efpre/Te 9 
Quel che folleva ogn' or le genti opprefle ; 
Quel , che fa muto il più purgato inchiostro. 

Quindi noftre bifogne ora mirando , 

Ed 4>ra a quello rivolgendo il ciglio 
A nouV vopo miglior fu d'effo audace» 

Se ci accogliete Voi , andarne in bando 
Vedremo ogni timore , ogni periglio,^ 
E in mezzo a noi regnar la bella pace. 



SO- 



-flSC xxii }Bffe 

SONETTO 

)J£ dalle cure illuftri , e memorande,^ 
Che del mar la Regina a Te comparte ; 
Per cui il Aio non men , che in ogni parte 
S'è refo il Nome tuo famofo ? e grande. 

Fia J che l'alma follevi , ed a più blande 
Cofe penfando ti ripofi jn parte f 
Deh volgi il ciglio a quefta noftra parte ; 
Quel ciglio che , ove mira , amor fol ipande ; 

Un popolo vedrai ? che accorre umile 

Sotto il tuo Manto augufto , e Tè feftofp 
Suo protettore appella } e fuo foftegno . 

Il giufto omaggi» non avere a vile ; 

E fi dirà , che ancor nel tuo ripofo 
Tu fei Signor , d' ammortai Jaudc degno, 



FINE. 

'AD. 



-«Se xxni )gw- 

A D D f 25. MARZO 

17 7 4- 



V^jÓnvocato , e Congregato il Configlio degl'Antichi 
Originar; di Calcinato nella Cafa della Spett: Comu- 
nità , premetti li foliti avvilì a cadaun Capo di Fa- 
miglia componente il Conforzio di detti Antichi Ori- 
ginar; , e ciò con la facoltà impartita con Decreto 27. 
Novembre 1766. dell' Illuftriffimo , ed Eccellentiflimo 
Signor Capitanio dì Brefcia di quel tempo , nel qual 
Confìglio intervennero li Signori Girolamo Maeftri , 
ed Ottavio Prati Deputati di detto Conforzio , ed 
altri al num. in tutti di duecento quindici . 

Fu efpoflo dal Sig. Vincenzo Olivieri Procuratore 
del Conforzio medefimo , che nelle occorfe fpinofe vi- 
cende delle notorie liti fin ad ora riufeite con efito ad 
elfo favorevole , devefi riconofeere tale riufeita dall' 
efficace Patrocinio , che Ci è al medefimo degnato 
d'impartire l'Eccellenti filmo Sig. FRANCESCO 
SAGREDO SENATORE di merito diftinto , 
il quale ha generofamente compatite le dolorofe circo- 
ftanze del Conforzio predetto, i cui antichiiTimi diritti 
dai Nuovi Originar; di detta Comunità erano flati 
podi in contefa • 

Air 



All' oggetto però di poter fperare in progreffo la 
continuazione del validiffimo Patrocinio di detto Eccel* 
lentiffimo SENATORE a confolazione di tutti gP 
Antichi Originari dal detto Signor Olivieri , che per 
l'adiftenza fua pfeflata in figura di Procuratore alle 
liti fino ed ora fofferte ha fperimentato gl'effetti van« 
taggiofiffimi del mede-fimo , fu rirleffo , che farebbe 
ottima cofa l'eleggere in Protettore 1' antedetto Ec=- 
celienthfimo Signor F FRANCESCO S AG REDO 
con parte pofuiva di quefto Configlio , e di fpedire 
allo ftefTo Perfona che lo fupplicaffe benignamente ac* 
cogliere tal' elezione . 

Va perciò Parte , la quale mandano gì' antedetti Si- 
gnori Girolamo Maeflri , ed Ottavio Prati Deputati 
che chi intende , che tanto fia prefo a benefizio di 
tutto il Conforzio ponga il fuo voto nel buffolo bian- 
co affirmativo , e chi nò nel rollo negativo . 

Difpenfate , e raccolte le Balle fi fono ritrovate nel 
bianco affirmative num. 215. nel rofTo negative. 

EfTendo fiata prefa la Parte con pienezza de* voti 
come fopra , è fiata prefa la nomina della perfona da 
fpedirfi all' effetto come in effa Parte ed è flato no- 
minato il feguente. 

Signor Vincenzo Olivieri affermative num. 185. ne- 
gative num. 30. 

Stefano Prati Cancell. In fede , é'f, 



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